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Nuovo capitolo dello scontro tra Stato e Regione. Il Governo ha deciso di impugnare, davanti alla Corte Costituzionale, la legge di Riforma degli enti locali, approvata due mesi fa dal consiglio regionale, che ha ridisegnato la mappa istituzionale dell'Isola e che ha suddiviso il territorio sardo in due città metropolitane, Cagliari e Sassari, e sei province, Nuoro, Ogliastra, Oristano, Medio Campidano, Sulcis Iglesiente e Nord-Est. Secondo la tesi del Governo la Sardegna, con la nuova suddivisione amministrativa, avrebbe un numero di province superiore a regioni molto più popolose. Inoltre la legge regionale non prevedrebbe, contrariamente a quanto stabilito dallo Statuto sardo, un referendum. In un comunicato ufficiale del Governo si legge: "Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Sardegna n. 7 del 12/04/2021, «Riforma dell'assetto territoriale della Regione. Modifiche alla legge regionale n. 2 del 2016, alla legge regionale n. 9 del 2006 in materia di demanio marittimo e disposizioni urgenti in materia di svolgimento delle elezioni comunali», in quanto talune disposizioni eccedono dalle competenze statutarie della Regione Sardegna, in violazione dell'articolo 43 dello Statuto speciale approvato con legge costituzionale".

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